LE AMBULANZE PRIVATE DI CATANIA E PROVINCIA,HANNO IL MONOPOLIO DI TUTTI GLI OSPEDALI:TRASPORTANO ILLEGALMENTE PERSONE DECEDUTE E PROVVEDONO ATTRAVERSO LE ONORANZE FUNEBRI LEGATE ALLA COSCA DI NITTO SANTAPAOLA DI PROVVEDERE ANCHE AL FUNERAL:ECCO LE PROVE
l’Associazione sos racke e usura,dopo aver dimostrato attraverso sei video,quello che succedeva negli ospedali di Salemi,Trapani,Castelvetrano,Palermo,Mazzara Del Vallo e Partinico,l’indegno sciacallaggio che avveniva attraverso la diretta complicita’ di operatori sanitari,portinai e centralinisti con le onoranze funebri,che ha portato l’apertura di tre inchieste dalle Procure Distrettuali Antimafia di Palermo,Trapani e Marsala,da ogni parte della Sicilia ci sono arrivate centinaia di segnalazioni,dove ci veniva detto che quello da noi denunciato avveniva nella quasi totalita’ degli ospedali siciliani.In particolare una lettera arrivata il 28Aprile 2012 ci descriveva una situazione di grave illegalita’ negli ospedali della provincia di Catania ed esattamente a Biancavilla,Paterno’ ed Acireale (LEGGI LETTERA).
A questo punto abbiamo deciso di andare in quegli ospedali per verificare di persona la gravita’ di queste centinaia di segnalazioni.
OSPEDALE DI BIANCAVILLA (CATANIA)18 MAGGIO 2012 (vedi il video)
La cortese centralinista mi indica subito che in bacheca vi è un bigliettino della SOCCORSO AMBULANZE e quando gli spiego che ho una parente che sta decedendo in un reparto dell’ospedale le chiedo se i titolari dell’ambulanza si possono occupare anche del funerale. “Certamente, loro si occupano di tutto, sono qui da 12 anni ed Agatino era qui fino a poco fa”. Mi invita a telefonare a un celluare dove mi risponde il socio di Agatino, Mario, che dopo pochi minuti si precipita da me. La cortese centralinista che lavora da oltre 32 anni presso la struttura sanitaria mi accompagna personlamente, come potrete ben vedere nel video, e mi indica a Mario come un “CLIENTE”. Nel frattempo arriva anche il famoso Agatino: Trattiamo sia il trasporto della “eventuale” salma che il prezzo del funerale”, mi dice, “non preoccuparti, ci occupiamo di tutto noi, anche della vestizione”, e dal suo cellurare telefona all’impresa di pompe funebri VENIA, ” con 3.000,00 euro ci occupiamo di tutto noi, la salma la trasportiamo a Nicolosi, in via Marconi, stai tranquillo, chiamami pure sul cellulare.” Ovviamente tutta questa pratica è totalmente illegale, sia l’esposizione in bacheca di qualsivoglia pubblicità che, una dipendente della struttura ospedaliera che mi indichi l’ambulanza da contattare.
La Associazione SOS racket e usura ha parlato questo pomeriggio con il vicario del Direttore Sanitario, dott. Ciadamidaro, il quale ci ha dichiarato: “non permettiamo che mettano le ambulanze all’interno dell’ospedale se non per effettuare un servizio di trasporto e se lo fanno lo fanno contro la nostra volontà, più volte abbiamo avuto forti discussioni per la loro permanenza all’interno della nostra struttura e sicuramente reagiremo con fermezza difronte a questa grave denuncia”.
OSPEDALE DI PATERNO’ (CATANIA) 18 MAGGIO 2012 (vedi il video)
La gestione totale, continuata e perpretata nel monopolio del servizio di ambulanze è gestita dalla BELPASSO SOCCORSO ONLUS, che staziona da oltre due anni, giorno e notte, aggirandosi come avvoltoi nei reparti per cercare e scovare eventuali e probabili decessi, come viene affermato nel video che vedrete.
Entro in contatto con Alberto, Giovanni e Roberto che sostano fuori dal pronto soccorso, ai quali spiego che ho bisogno di un’ambulanza per un trasporto di una parente ricoverata lì, purtroppo in fin di vita, a Nicolosi in via Marconi. “Non c’è problema, mi spiega Alberto, c’è mio zio Guglielmino che è titolare dell’agenzia di onoranze funebri GIOVANNI PAOLO II, pensiamo a tutto noi”. E qui avviene, da parte sua, la dichiarazione più grave: “possiamo portartela fuori anche se è morta, però il prezzo cambia perchè il rischio è molto alto.” Mi fanno vedere addirittura l’interno dell’ambulanza per dimostrarmi che sono all’altezza della situazione e conconcordiamo il prezzo del trasporto da viva più il funerale per euro 1.500,00.” L’associazione SOS racket e usura riconduce con assoluta certezza che le onoranze funebri GIOVANNI PAOLO II è gestita dagli uomini del clan NITTO SANTAPAOLA. Abbiamo interpellato la dottoressa SANTONOCITO della Direzione Sanitaria che non ci ha voluto rilasciare nessuna dichiarazione, dicendo, testuali parole: “non sono a conoscenza di quello che lei mi sta dicendo e non intendo fare nessuna dichiarazione”.
Alberto vuole, addirittura, salire in reparto perchè mi dice: ” noi facciamo il giro di tutti i reparti tre o quattro volte al giorno , conosciamo tutti, tutte le persone che stanno male, così ci fai vedere chi è la tua parente”. Questo dimostra il totale monopolio che la BELPASSO SOCCORSO ha all’interno dell’ospedale di Paternò, tollerata e conosciuta da tutti.
OSPEDALE DI ACIREALE (CATANIA) 18 MAGGIO 2012 (vedi il video)
Entriamo in contatto con l’associazione di volontariato GABBIANO ONLUS che, addirittura, agganciamo all’interno del gabbiotto dove vi è la guardia giurata. Sono seduti insieme, sono amici, e la guardia giurata quando chiedo dove posso trovare un’ambulanza per il trasporto persona in fin di vita mi dice: “Guardi, è qui di fianco a me. Gli apre la porta blindata e lo fa uscire”. Gli espongo il problema, che ho una persona in fin di vita da trasportare a Nicolosi in via Marconi, e che ho bisogno anche di un’agenzia di pompe funebri. “E che problema c’è? Chiamo il mio responsabile e vi mettete daccordo.” Iniziamo la trattativa, e dal suo telefono privato contatta l’agenzia di pompe funebri CONTARINO, di Giarre (catania), ed il prezzo che concordiamo per un BUON funerale è di 4.000,00 euro. Nel frattempo noto che nel parcheggio dell’ospedale di Acireale sostano n.4 ambulanze più n.2 autovetture tutte della GABBIAMO ONLUS. Il monopolio di fatto è soltanto il loro.
Abbiamo contattato il Direttore Sanitario della struttura ospedaliera di Acireale, dottor Salvatore Scala, il quale ci ha dichiarato “nono sono a conoscenza di questi gravi illeciti che lei mi sta raccontando e nessuno mi ha mai detto nulla, ma se quanto lei mi sta esponendo corrisponde alla realtà inoltreremo noi stessi denuncia alla Autorità Giudiziaria.
L’associazione SOS racket e usura è certa che dopo la pubblicazione di questi tre clamorosi video l’Autorità Giudiziaria di Catania aprirà un’inchiesta, visto la gravità di quanto da noi video denunciato.
Gli uomini di NITTO SANTAPAOLA oltre a controllare queste tre strutture sanitarie attraverso le ambulanze hanno anche sparse fra Catania e provincia decine di imprese di pompe funebri che si chiamano ATOF, COMUS, ADOF. Hanno di fatto il monopolio totale sul cartello di pompe funebri da loro stessi creato, gestendo migliaia di morti all’anno, con introiti di milioni di euro. Apprezziamo, sicuramente, le dichiarazioni dei Direttori Sanitari, che siamo certi che in seguito alla pubblicazione di questi video prenderanno seri provvedimenti per far cessare questo scandalo che sembra godere di una totale impunità. Quello che non ciconvince, però, è che nessuno di essi fosse ignaro della situazione. Ecco perchè l’associazione SOS racket e usura si mette a disposiozione dell’Autorità Giudiziaria, per ogni ulteriore chiarimento essa voglia ottenere, inoltrando già nella giornata di domani i video integrali in nostro possesso.E’ scandaloso che questi sciacalli continuino ad operare impunemente, colpendo le famiglie in un momento doloroso, in una condizione psicologica devastata dalla perdita del proprio caro e con l’ ultimo pensiero di contrattare il costo del funerale. Il 90% delle strutture ospedaliere di tutta la Sicilia è di fatto gestita in questa maniera, ecco perchè chiediamo all’Autorità Giudiziari di individuare tutti coloro che hanno permesso sino ad ora questo scandalo, indegno di un paese civile.
19 Maggio 2012
Frediano Manzi
Coordinatore Nazionale Associazione sos racket e usura
FILMATO IN FRAGRANZA DI REATO UN USURAIO CALABRESE, MENTRE COSEGNA IL DANARO ALLA VITTIMA, A CERIALE(SAVONA) IL 15 MAGGIO 2012 ,ECCO LE PROVE
Per la prima volta siamo riusciti a video documentare un usuraio che tiene sotto scacco una intera famiglia a ceriale(Savona).L’Associazione sos racket e usura dopo aver ricevuto una drammatca telefonata da parte del figlio di un imprenditore ligure,che ha scoperto per caso che suo padre e’ vttima di un usuraio ci ha chiesto di intervenire.Ovviamente abbiamo raccolto il suo disperato appello e ci siamo recati a ceriale per ascoltare la sua storia,e dopo aver visto ed ascoltato prove documentali in nostro possesso abbiamo deciso di intervenire immediatamente. Il coragiosissimo figlio dell’imprenditore ieri 14 maggio 2012 ha acquistato una cambiale di 2000,00 euro perche’ doveva pagare un’assegno che doveva essere coperto ed ha telefonato all’usuraio che gli ha dato appuntamento per il giorno succesivo garantendogli il prestito.
MA chi e’ l’usuraio?l’associazione sos racket ed usura ha deciso di rivelare il suo nome: Gangemi Giuseppe,residente a Ceriale,in via Orti del Largo n.72 telefono 339-1539308,che ha una Mercedes ML targata
DB 138 TP,e di professione oltre all’imprenditore edile fa l’usuraio .Siamo certi di questa ultima affermazione dai documenti in nostro possesso e dai file audio che abbiamo potuto ascoltare che sono molte decine le persone a cui questo INDEGNO AVVOLTOIO presta soldi.Oltretutto e’ lui stesso che lo conferma nel video:io vivo di interessi……..
Poi fa un chiaro riferimento ad altri personaggi pericolosi che sono “insieme a lui”.
Ceriale,a 5 cinque chilometri da Albenga,soprannominata “LA PIANA DI GIOIA TAURO”,per la massiccia presenza di calabresi,che come in lombardia oramai hanno colonizzato con la loro presenza criminale,hanno inquinato tutta l’economia della Liguria attraverso il dominio sul Movimento terra,l’usura,le estorsioni ed il dominio sulle sale giochi veri bussiness per riciclare montagne di danaro.Infiltrati grazie alla collusione della politica ed alla disattenzione delle forze dell’ordine.Infatti ci chiediamo come mai,visto che tutti sanno in paese,che Gangemi Giuseppe fa dell’usura un mestiere,le forze dell’ordine di Ceriale,non hanno mai fatto una informativa alla Procura di Savona,permettendo cosi’ di fatto di permettere a questo indegno individuo di continuare a delinquere.
mentre scriviamo il figlio dell’imprenditore ha gia fatto denuncia ai Carbinieri di Savona.
L’associazione sos racket e usura e’ certa che dopo la pubblicazione di questo clamoroso video ,la Procura della Repubblica presso il Tibunale di Savona,aprira’ immediatamente una inchiesta,e come sempre siamo a disposizione dell’Autorita Giudiziaria per ogni ulteriore chiarimento volesse ottenere.
Ci auguriamo che molti altri imprenditori o semplici cittadini,dopo aver visionato questo video, se sono vittime di questo sciacallo si presentino a fare denuncia alle forze dell’ordine,dimostrando di avere il coraggio,che deve sopravvalere sulla paura e l’omerta’.
MILANO 16 MAGGIO 2012
FREDIANO MANZI
COORDINATORE ASSOCIAZIONE SOS RACKET E USURA
GLI IMPRENDITORI CHE HANNO IL CORAGGIO DI DENUNCIARE LA ‘NDRANGHETA SONO ABBANDONATI DALLO STATO:VI MOSTRIAMO LE PROVE INDECENTI DI QUESTO SCANDALO
Ci sono voluti molti mesi per convincere due imprenditori di Rho e di Caronno Pertusella a denunciare i metodi mafiosi che hanno subito da parte degli uomini legati alla n’drangheta ed esattamente hanno avuto lo strepitoso coraggio di denunciare Vincenzo Mandalari, la famiglia Leto, la Bruno Impianti Spa.
Eppure nonostante le loro denunce la Prefettura di Milano in data 24 Marzo 2012 a firma del “Prefettucolo” di Milano Gianvalerio Lombardi ha negato loro l’accesso al fondo, dato il parere sfavorevole del Presidente del Tribunale. Vedi documenti allegati all’articolo.
Ma perchè nonostante prove, documenti e denunce la Prefettura di Milano dà parere negativo? Ve lo spieghiamo noi:
i Carabinieri di Caronno Pertusella, dove uno degli imprenditori fa denuncia diretta per estorsione, minacce di morte, ed altro, non acquisiscono una prova documentale importantissima: “le minacce di morte che l’Associazione sos racket ed usura documenta attraverso una telefonata dove vi è la prova oggettiva che la denuncia ha delle solide fondamenta”. Nonostante nella denuncia viene scritto che l’Associazione sos racket ed usura chieda di acquisire tale documento ai Carabinieri di Caronno Pertusella da allegare alla denuncia dell’ imprenditore e quindi da trasmettere alla Direzione Distrettuale Antimafia ed esattamente alla Dott.ssa Ilda Boccassini, questo non avviene. Ma di chi erano vittime questi due imprenditori edili? Nel 2009 attraveso la loro società prendono in subappalto dalla Bruno Impianti Spa con sede in Baranzate di Bollate il cui titolare Francesco Bruno è legato alle cosche della n’drangheta ed esattamente al boss Vincenzo Mandalari tutt’ora detenuto nel carcere di Ancona in regime di 416 bis e condananto in primo grado a 14 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso e ritenuto capo della ” locale di Bollate”.
La Bruno Impianti Spa riceve appalti da una società consorziata che appartiene a decine di Comuni: La Brianza Acque Srl, che appalta a questi uomini di n’drangheta tutti i lavori, da eseguire nelle decine di Comuni di loro competenza. A sua volta la Bruno Impianti Spa subappalta senza regolare documentazione, obbligatoria per legge, a piccoli imprenditori per eseguire i lavori, ed usa il metodo della contestazione per evitare poi di pagarli. Vedi denuncia allegata all’articolo

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Con il metodo mafioso come avrete letto nelle quattro pagine di denuncia constringono uno degli imprenditori a firmare un documento dove gli viene imposto che invece di ricevere quanto loro spettante oltre 115 mila euro, gliene danno solo 40 mila euro. L’imprenditore ovviamente si rifiuta, ma Francesco Bruno titolare della società Bruno Impianti Spa gli dice testualemtne: “ ti conviene firmare perchè hai famiglia e poi salutami caramente la tua bambina”.
L’imprenditore a questo punto terrorizzato viene costretto a firmare il documento sotto minaccia ed estorsione.
Ma le minacce non finiscono, e come ascolterete nel video esclusivo che vi mostriamo, Leto era a conoscenza che Bruno Impianti Spa costringe uno dei due imprenditori a firmare quel documento, ma non gliene frega nulla e come sentirete lo minaccia di morte “perchè io voglio i miei soldi”.
I 40 mila euro che gli imprenditori sono costretti a prendere a saldo e stralcio degli oltre 115 mila che gli spettano, ne pagano 12 mila euro alla SDS di Grillo Nicola, e questa società è intestata alla moglie Maria Teresa Corapi, figlia di Francesco Corapi, arrestato dalla squadra mobile di Catanzaro il 6 settembre del 2010 per estorsione aggravata dal metodo mafioso. 20 mila euro li danno a Mandalari Vincenzo, perchè faccia da pacere con la famiglia Leto che continua a minacciarli, e quindi Vincenzo Mandalari gli fa una vera e propria estorsione. Inoltre 10 mila euro in contanti vengono consegnati su disposizioni di Mandalari Vincenzo in un bar di Seregno: il Trichi Bar, ed esattamente a Tonino Minniti. Agli imprenditori rimangono gli spiccioli, 3 mila euro a testa su 115 mila euro che gli spettano.
Alla luce di questa clamorosa denuncia che oggi verrà depositata al Comando dei Carabinieri, l’Associazione Sos racket ed usura chiede direttamente al Comando Generale dell’Arma a Roma di intervenire presso il Comando dei Carabinieri di Caronno Pertusella affinchè vengano individuati i responsabili che non hanno acquisito l’audio ed il video, che dimostrano in maniera chiara ed inequivocabili che i due imprenditori sono oggetto di estorsione e minacce gravi di morte.
Inoltre chiediamo alla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano di riaprire il fascicolo sulla estorsione fatta dal Mandalari Vincenzo, da Francesco Bruno, titolare della Bruno Impianti Spa, e dalla famiglia Leto.
Chiediamo inoltre, a tutti quei Comuni che danno gli appalti attraverso la loro consorziata Brianza Acque Srl, di non appaltare alla Bruno Impianti Spa nessun tipo di appalto pubblico, visto i metodi mafiosi che adottano.
Siamo sconvolti nel pubblicare questo documento, ma a questo punto non potevamo più tacere, visto che a causa dell’inerzia e della scarsa professionalità dell’Arma dei Carabineri, non acquisendo tali prove documentali, hanno causato la mancanza di accesso al fondo dei due imprenditori, che oltre ad essere tutt’ora continuamente minacciati di morte dagli uomini delle cosche legate a Mandalari Vincenzo, Bruno Impinati Spa e dalla famiglia Leto, hanno dato ordini di non farli più lavorare. Questi due strepitosi imprenditori edili che hanno avuto il coraggio di denunciare, hanno subito anche l’umiliazione di vedersi negato l’accesso al fondo.
Tutto ciò è indegno di un paese civile, ma siamo certi che adesso su tutta questa squallida ed ignobile vicenda qualcuno ne dovrà pagare le consequenze,assumendosi le proprie responsabilità.
Milano 12 aprile 2012
Frediano Manzi
Coordinatore Nazionale
Sos racket ed Usura
LETTERA APERTA AL SINDACO DI NAPOLI LUIGI DE MAGISTRIS: SGOMBERIAMO I CAMORRISTI DA VIA CUPA SPINELLI
Egr. Signor Sindaco Luigi De Magistris, sono passati oltre due anni, come può ben verificare dai documenti pubblicati in questa lettera, che nel Quartiere di Chiaiano, ed esattamente in Via Cupa Spinelli, luogo storico del Clan Stabile dove alcuni anni fa fu rinvenuta la camera delle torture che la camorra usava per torturare i propri avversari, nonostante ci sia un ordinanza di sgombero datata 4 dicembre 2009, questi plurupregiudicati senza nessun titolo, morosi ed abusivi nonchè abitudinariamente minacciano chiunque osi contrastare la loro presenza in quel palazzo dove si spaccia alla luce del sole e si intimidiscono le persone per bene, sono ancora i padroni incontrastati delle case che occupano.
Era l’8 novembre del 2009, dopo aver ricevuto un disperato appello da parte degli abitanti di via Cupa Spinelli, su quello che accadeva nel quartiere di Chiaiano che scrissi un articolo su questa squallida vicenda, vedi il link, http://www.imgpress.it/stampanotizia.asp?idnotizia=46664
e dopo anni di proteste e suppliche che inutilmente gli abitanti onesti di Via Cupa Spinelli avevano inviato ad ogni forza politica del Comune di Napoli, non si mosse nulla. Quello che successe però in seguito alla pubblicazione del nostro articolo ed esattamente l’11 novembre 2009 fu un imponente operazione dei Carabinieri, all’interno del quartiere, proprio in seguito alla nostra pubblica denuncia.
Da allora non è cambiato assolutamente nulla, anzi i camorristi che attualmente e a nessun titolo vi risiedono continuano a spadroneggiare. Ecco perchè abbiamo deciso di pubblicare la lista che a nostro avviso è un vero e proprio scandalo in quanto già dal 4 dicembre 2009 erano stati indicati con un documento ufficiale come oggetto di sgombero forzato.
E allora ci chiediamo perchè nulla si è mosso? Perchè ancora vi risiede
1. Sassi Antonietta, moglie di Di Benedetto Antonio detenuto in carcere in regime del 416 bis, che ha occupato da anni la casa abusivamente
2. Pica Ferdinando, pluripregiudicato per droga e moroso
3. Palladino Luisa, ex compagna di Gaetano Stabile, il boss detto il ” capellone”, nella cui casa vive agli arresti domiciliari per droga il figlio Lo Cuccio Paolo
4. Pagano Giuseppina, moglie di Tirino Salvatore, pluripregiudicato
5. Pantaleone Lia, che fa subentrare addirittura Murolo nello stesso appartamento dove ha soggiornato un affiliato al clan Stabile, il pluripregiudicato Roberto Tarantino
6. Ferrara Ciro, pluripregiudicato, ora in semi libertà e marito di Antonietta Sirio, la figlia del Boss Gennaro Sirio ucciso 12 anni fa sotto casa in Via Cupa Spinelli
7. Giordano Anna, va via e la casa viene occupata da Angela Sirio, sorella di Antonietta Sirio, figlie del boss Gennaro Sirio
8. Caprio Patrizia, suocera del pluripregiudicato Umberto Sirio fratello di Angela e Antonietta Sirio, affiliato al clan Stabile, casa ora occupata dal genero.
Il quadro che si delinea in Via Cupa Spinelli è quello del regno incontrastato del clan Stabile.
Alla fine del 2011 veniva sgomberato infatti, caso strano, (ndr) il pluripregiudicato Umberto Sirio, che aveva un’abitazione nel fabricato 6 scala B 4° piano, e mentre il Comune di Napoli finalmente dopo questo sgombero inizia la ristrutturazione dell’abitazione, pochi giorni fa l’appartamento è stato rioccupato abusivamente da Maurizio Pirozzi, pluripregiudicato affiliato sempre alla cricca del clan Stabile, ominicchi camorristi, che ha anche lui un capo di imputazione del 416 bis ed è tutt’ora in attesa di giudizio.
Egr signor Sindaco Luigi De Magistris, l’Associazione sos racket ed usura si chiede come è possibile che venga ingiustamente sgomberato un invalido civile al 100% e non si ha il coraggio di buttare fuori a calci nel culo questi noti pluripregiudicati camorristi, dando un indegna e squallida immagine della città di Napoli, facendo addirittura sospettare coperture a livello istituzionale. Ecco perchè questo appello che noi Le rivolgiamo con rispetto e profonda stima che abbiamo nei suoi confronti, ma che sarà oggetto di esposto alla Procura della Repubblica di Napoli, già nella giornata di domani, ci auguriamo che il Suo grande senso di responsabilità faccia chiarezza su chi ha omesso e di quali coperture istituzionali questi noti pluripregiudicati sino ad ora hanno goduto, affinchè vengano individuati i responsabili di questo indegno scandalo.
Inoltre La informiamo che proprio negli ultimi giorni questi ominicchi camorristi e uomini senza onore hanno ripreso a minacciare le persone anziane e la gente per bene che sono la maggioranza che abitano nel quartiere di Via Cupa Spinelli. Ecco perchè la supplichiamo affinchè agisca immediatamente al fine di evitare che l’Associazione sos racket ed usura pianti da qui a 15 giorni una tenda permanente e senza scorte all’interno del quartiere per denunciare questa vergogna a tutta l’opinione pubblica nazionale e sfidando apertamente il clan Stabile ad andarsene liberando il quartiere che indebitamente sta occupando. Lo faremo non come minaccia ma come sfida aperta e mettendoci le nostre facce per dimostrare a questi uomini senza onore che noi siamo al fianco di chi ingiustamente sta subendo minacce, ingiustizie e soprusi.
Con rispettoso ossequio Le progiamo i nostri più sinceri auguri di buon lavoro
Frediano Manzi
Coordinatore Nazionale
Associazione Sos racket ed usura
Milano 9 aprile 2012
VIDEO E FILE AUDIO ESCLUSIVI CHE DIMOSTRANO IL COIVOLGIMENTO DIRETTO DEGLI ASSESSORI MIRIAM PASQUI E CIRO PISCELLI, SU GRAVI ILLECITI MESSI IN ESSERE NEL COMUNE DI ROZZANO
Fortissime sono state le pressioni che l’Associazione sos racket ed usura ha avuto da quando il 19 ottobre 2011 decise di sostenere pubblicamente con un Presidio di Solidarietà nei confronti del Consigliere Comunale Domenico Anselmo, vittima di un grave atto intimidatorio che gli è scostato l’incendio doloso del suo locale, una panetteria ”Le Delizie del Forno” in Rozzano Via Oleandri n. 31.
Per la prima volta in venti anni di lavoro dell’Associazione non era mai successo di ricevere pressioni che ci sconsigliavano di sostenere una vittima, nella nostra pubblica iniziativa di sostegno alla sua persona per i gravi atti di intimidazione che aveva subito. La vittima è il Consigliere Comunale di Rozzano, Domenico Anselmo, a cui abbiamo dato e daremo sempre il nostro sostegno perchè ha avuto lo strepitoso coraggio durante un infuocato consiglio comunale di denunciare pubblicamente che i mandanti e gli esecutori dell’incendio della sua panetteria era da collegare alla negazione che lui aveva posto nel concedere una licenza per l’apertura di una sala giochi a dei pregiudicati.
La Direzione Distrettuale di Milano, e precisamente il Procuratore Aggiunto Dottor Tatangelo, nei giorni scorsi ha ampiamnete dimostrato attraverso l’arresto di due pregiudicati di Rozzano che l’incendio alla panetteria del Consigliere Comunale di Domenico Anselmo è collegato direttamente a quanto da lui denunciato. Tanto è vero che l’Assessore Salvatore Rizza, Vice Sindaco e il Consigliere Comunale Francesco Cuvello che figurano nell’ordinanza di custodia cautelare in stretto contatto con le persone arrestate si sono, anche se non indagati, dimessi.
Ma perchè l’Associazione sos racket ed usura ha ricevuto pressioni affinchè non appoggiasse il Consigliere Comunale Domenico Anselmo? La risposta è semplice, perchè hanno avuto paura che entrassimo in possesso di documenti e testimonianze che ora in esclusiva pubblichiamo e che oggi saranno oggetto di esposto all’Autorità Giudiziaria.
La sera del 19 ottobre 2011 avendo ampiamente anticipato attraverso gli organi di informazione la presenza dell’Associazione sos racket ed usura a Rozzano molte donne si sono presentate spontaneamente rivelando come avveniva l’assegnazione delle case popolari Aler nel Comune di Rozzano. A differenza di quanto noi avevamo già ampiamente documentato e denunciato che nel Comune di Milano le assegnazioni illegali nei quartieri Ghetto, come Via Padre Luigi Monti, Via Ciriè, Quarto Oggiaro e altri ancora erano gestiti direttamente dalla Criminalità organizzata, video denunce che hanno già portato a condanne di primo grado nei confronti di 12 persone e oltre 40 indagati. La svolta clamorosa che abbiamo documentato è che nel Comune di Rozzano chi gestisce le assegnazioni degli alloggi popolari Aler è niente meno che l’Assessore ai servizi sociali del partito democratico Miriam Pasqui, la quale dietro favoritismi, voti, e denaro scavalcando ogni tipo di graduatoria legittima assegna alloggi popolari a coloro che la favoriscono.
Vedi Video: http://www.youtube.com/watch?v=HSOC0YglRu8&feature=youtu.be
Una testimonianza eccezionale ed sclusiva di una cittadina residente a Rozzano che registra alcuni mesi fa all’interno degli uffici dell’Assessore Miriam Pasqui il colloquio con la stessa. Ciò comprova che tutto ciò che stiamo denunciando è la verità. Addirittura l’Assessore Miriam Pasqui consiglia alla signora E.S. il cui nome verrà depositato per intero alla Autorità Giudiziaria, una finta separazione per ottenere un alloggio popolare. La signora E.S. ci ha autorizzato alla pubblicazione del file audio ed è a disposizione della Procura della Repubblcia per confermare quanto adesso ascolterete.
Ecco il file audio: http://www.youtube.com/watch?v=pIT6ocLMdR0&feature=youtu.be
Tutti i vertici politici nel Comune di Rozzano sapevano quello che succedeva, e questo viene confermato da una conversazione registrata tra l’Assessore Ciro Piscelli e il Consigliere Comunale Domenico Anselmo, che conferma che la Giunta di Rozzano era stata informata che l’Assessore Miriam Pasqui consiglia all’Assessore Ciro Piscelli come sfondare un allogio popolare, offrendogli copertura con i carabinieri e mandandogli un dipendente comunale tale Giannotti a sgombrare le macerie. La mozione di sfiducia prodotta da Domenico Anselmo nei confronti dell’Assessore Miriam Pasqui, essendo venuto a conoscenza di questo gravissimo fatto, fu insabbiata e come sentirete dalle parole di Ciro Piscelli, la questione grave del comportamento illecito dell’Assessore Miriam Pasqui fu discusso in Giunta e tutti coprirono tale grave illecito.
Ascolta il file audio tra Assessore Ciro Piscelli e Domenico Anselmo:
http://www.youtube.com/watch?v=1fG4nFszqbU&feature=youtu.be
Quindi tutti sapevano ed hanno coperto questi gravissimi illeciti.
Lo sapeva tutta la Giunta ma soprattutto il Sindaco Massimo D’Avolio che non ha ritenuto opportuno prendere provvedimenti visti i gravi illeciti denunciati.
Politicamente è un fatto gravissimo ed è per questo motivo che l’Associazione sos racket ed usura chiede l’immediato intevento del Prefetto di Milano affinchè commissari e sciolga il Comune di Rozzano per i gravi fatti da noi documentati e ci si augura che il Sindaco Massimo D’Avolio abbia il coraggio politico di spiegare pubblicamente la motivazione per cui sino adesso non ha ritenuto opportuno prendere una netta posizione politica su ciò che era venuto a conoscenza e chiedere le dimissioni degli Assessori Miriam Pasqui e Ciro Piscelli.
Oggi l’Associazione sos racket ed usura depositerà esposto denuncia coi relativi file audio e video integrali all’Autorità Giudiziaria affinchè faccia chiarezza su quanto da noi denunciato e ha dato già mandato attraverso i propri legali di querelare l’Assessore Ciro Piscelli e l’Assessore Miriam Pasqui per diffamazione aggravata a mezzo stampa, e per aver pubblicato con una celerità incredibile il testo della querela nei confronti di Frediano Manzi, Coordinatore Nazionale del’Associazione sos racket e d usura, addirittura sul sito ufficiale del Comune di Rozzano, il quale poche ore dopo averla pubblicata l’ha rimossa inspiegabilmente.
Attendiamo la replica e le giustificazioni del Sindaco di Rozzano Massimo D’Avolio.
Milano 13/03/2012
Frediano Manzi
Coordinatore Nazionale
Associazione sos racket ed usura
OSPEDALE DI TRAPANI: ECCO LE PROVE CHE DIMOSTRANO COME GLI ADDETTI ALLE PULIZIE DIVENTANO AUSILIARI. TESTIMONIANZA SCHOK DI UNA DIPENDENTE.
05 Marzo 2012 , l’Associazione sos racket ed usura con dei volontari entra per la seconda volta all’interno della struttura sanitaria dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani e munita di micro telecamere documenta uno scandalo che avrà sicuramente ripercussioni giudiziarie e penali. Avevamo già pubblicato giorni fa un video dove veniva ampiamente dimostrato come gli addetti alle imprese di pulizie della Ditta Kuadra, che svolgono il lavoro dalle 6:00 alle 8:00, e dalle ore 8:00 alle ore 14:00 diventano ausiliari specializzati. Di fatto tutto ciò è totalmente illegale.
Il primo video su questa scandalo fu pubblicato all’indomani del blitz dei Nas e dell’Ispettorato del Lavoro, perchè già parecchie denunce erano arrivate su questa situazione indegna, scandalosa e coperta dalla Direzione Sanitaria, ecco perchè siamo ritornati per verificare se dopo l’intervento dell’Autorità Giudiziaria e la pubblicazione del nostro video fosse cambiato qualcosa.
Le nostre telecamere hanno ampiamente documentato che non è assolutamente cessato questo indegno scandalo e che tutti continuano a non vedere e a coprire facendo finta di nulla. Allora ci siamo chiesti come è possbile tutto ciò.
L’Associazione sos racket ed usura è venuta in possesso di documentazione ospedaliera esclusiva che pubblica in parte sul proprio sito, mentre altre centinaia di pagine verranno messe a disposizione della Procura della Repubblica che sicuramente aprirà una inchiesta.
Ma come mai vengono utilizzati addetti alle pulizie e trasfromati in ausiliari specializzati? Perchè non si assume personale ausiliare specializzato inserito legittimamente da anni nelle graduatorie in nostro possesso?Perchè in tutte le strutture ospedaliere siciliane ciò avviene attingendo personale specializzato dalla graduatoria, mentre nelle struttura di Trapani e Castelvetrano non avviene? La risposta è semplice: c’è un appalto di oltre 7 milioni di euro che è in ballo e che fa gola soprattutto alla Ditta Kuadra, che ha sede in Campania e gestisce decine di strutture ospedaliere su tutto il territorio nazionale. Il responsabile del personale addetto alle pulizie è Giuseppe Di Maio, pregiudicato e imparentato indirettamente al capo dei capi di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro. Più volte il personale infermieristico con cui abbiamo parlato il 5 marzo ci ha detto: ” u zu peppe nun si scanta di nente” , il riferimento di questa frase è a Giuseppe Di Maio che gode oltre della parentela con il capo di Cosa Nostra anche della copertura istituzionale della Direzione Sanitaria dell’ospedale S.Antonio Abate di Trapani, dottor Francesco Giurlanda.
Vedi i documenti datati 16 e 18 gennaio 2012:
L’Associazione sos racket ed usura è in grado di fare i nomi degli addetti alle pulizie della Ditta Kuadra che nel reparto Servizi Generali, lavorano di giorno alla raccolta dell’immondizia in tutta la struttura ospedaliera, e di notte vengono inviati nei vari reparti, con manzioni di ausiliari specializzati e soprattutto nel reparto di Chirurgia. I loro nomi :
- Signorino
- Badalucco
-Casabella
risultano assunti con manzioni di addetti alle pulizie della Ditta Kuadra.
Questo documento è importante perchè porta la firma di Rino De Rosa, infermiere, che firma in data 17 gennaio 2012 le variazioni di turno del personale in servizio ed è indirizzato al personale dei servizi generali, dove di notte lavorano dipendenti della Ditta Kuadra.
Tutto il personale che vedrete in questo video esclusivo e clamoroso sono dipendenti della Ditta Kuadra come la signora Giusi Margagliotti, che entra nel magazzino della farmacia il cui responsabile è il dottor Oddo, che trasporta farmaci ed altro in vari reparti ed in particolare persino nel laboratorio malattie infettive.
La seconda signora che si vede nel video è Francesca Marino, anche lei addetta alle pulizia ed assunta dalla Ditta Kuadra, proviene dal reparto di ostetricia e trasporta dati sensibili dei pazienti diretta nel reparto di anatomia patologica con le provette per fare gli esami istologici. La stessa poi la si vede uscire in camice e ciabatte, entrare nella sua macchina a fine turno, trasportando batteri all’esterno della struttura ospedaliera. Ovviemente ciò è assolutamente vietato.
La terza signora che si vede nel video è Antonella Pellegrino, anche lei dipendente della ditta Kuadra come addetta alle pulizie, addirittura trasporta le sacche di plasma dal laboratorio al reparto dove i pazienti fanno le trasfusioni giornalmente, ma la cosa clamorosa che filmiamo è che non usa i guanti e mette al paziente le sacche di sangue.
https://www.youtube.com/watch?v=S08iLNrwQrk&list=UUOlMcjf6kAqh4qU8sAsOM5w&index=1&feature=plcp
Questa è la testimonianza esclusiva di una ausiliare specializzata che per motivi di sicurezza della stessa abbiamo dovuto modificare la voce ed oscurarne i tratti per evitare che venga individuata, che conferma che lo scandalo indegno continua all’interno della struttura ospedaliera, con la copertura di tutta la Direzione Sanitaria che finge di non vedere, soprattutto “non è mai cessato questo scandalo neppure dopo il blitz dei Nas”. Effettivamente il 5 marzo lo abbiamo documentato con le nostre micro telecamere.
Inoltre, non tutti gli addetti alle pulizie della Ditta Kuadra che diventano improvvisamente e senza nessun titolo ovviamente ausiliari specializzati tengono lo stesso camice di lavoro che è di colore grigio, ma hanno anche la faccia tosta di mettersi il camice bianco con la giacca blu che usano i veri ausiliari, per non dare nell’occhio. Chi copre tutto questo? Chi autorizza tutto questo? I motivi noi li abbiamo spiegati e quindi l’Associazione sos racket ed usura metterà a disposizione della Procura della Repubblica di Trapani tutto il video integrale da noi girato il 5 marzo 2012 e tutta la documentazione di cui siamo entrati in possesso.
https://www.youtube.com/watch?v=jYF56avD_Dw&list=UUOlMcjf6kAqh4qU8sAsOM5w&index=1&feature=plcp
Questo inoltre è il video che dietro pressioni della signora Anna Maria Via, inviando segnalazione al nostro canale youtube, ha fatto cancellare. Noi lo rimettiamo con i volti oscurati ed aggiungiamo dei particolari:
- la signora Anna Maria Via, ha un passato non roseo, ossia ha precedenti penali
- suo genero è un poliziotto in servizio alla Questura di Trapani, e testimonianze da noi raccolte di cui faremo i nomi solamente dinanzi all’Autorità Giudiziaria ci hanno riferito che questo “poliziotto” sta cercando per mari e per monti Frediano Manzi, il Coordinatore Nazionale dell’Associazione per “fargliela pagare”.
- Inoltre non solo la signora Anna Maria Via è stata sospesa solamente per pochi giorni all’indomani del nostro video, ma è stata riammessa nella stessa struttura, raccontando alle sue colleghe, cui nomi li renderemo all’Autorità Giudiziaria, che quando troverà la volontaria che era accompagnata da Frediano Manzi “gliela farà pagare”.
L’Associazione sos racket ed usura proprio ieri, ha consegnato i video integrali girati negli ospedali di Trapani, Salemi, Mazara del Vallo e Castelvetrano, all’Autorità Giudiziaria, ed il Coordinatore Nazionale Frediano Manzi ha già reso ampie deposizioni.
Milano 11/03/2012
Frediano Manzi
Coordinatore Nazionale
Associazione sos racket ed usura
RICETTAZIONE NEI NEGOZI COMPRA ORO DI NAPOLI: DEVONO ESSERE CHIUSI.
Da sempre l’Associazione sos racket ed usura, sospetta che dietro l’apertura dei compra oro, si nascondano traffici illeciti come riciclaggio e ricettazione. Negli ultimi tre anni migliaia di negozi di “compra oro” stanno aprendo in tutta italia, offrendo cifre elevate addirittura al di sopra del valore dell’oro nuovo venduto nei negozi.
Tutto ciò è fortemente anomalo, visto che non capiamo per quale motivazione tutto ciò avvenga.
Unica certezza è che dietro la maggior parte di questi negozi “copra oro” ci sia un interesse fortissimo della criminalità organizzata che li usa per riclicare denaro, altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui offrono di acquistare oggetti preziosi fino a 49,00 € al grammo.
L’Associazione sos racket ed usura ha voluto dimostrare partendo proprio da Napoli, ma allargando questa nostra inchiesta in tutta Italia, che quello che vedrete nei due video girati, avviene in gran parte di questi negozi.
La legge prevede che i negozi ” compra oro”, visto che hanno regolare licenza, emessa dai Comuni di appartenenza, debbano acquistare oggetti preziosi “esclusivamente esibendo un documento di identità”. Questo serve per evitare che oggetti preziosi di provenienza illecita, quindi da furti, vengano appunto ricettati attraverso questi migliaia di negozi.
Siamo certi che la Procura della Repubblica di Napoli apra una inchiesta visti i palesi reati da noi denunciati e ci mettiamo sin da ora a disposizione della Procura per ogni ulteriore chiarimento Essa voglia ottenere. Ovviamente ci auguriamo, ma ne siamo certi, che i due negozi coivolti nei video ed ossia “L’Angolo d’oro” di Via Liborio Romano e il negozio compra oro “Tandoi” vengano immediatamente chiusi e revocata la licenza.
Vedi il video:
http://www.youtube.com/watch?v=dWlwqmGuXRw&list=UUOlMcjf6kAqh4qU8sAsOM5w&index=1&feature=plcp
Milano, 8/03/2012
Frediano Manzi
Coordinatore Nazionale
Associazione sos racket ed usura
RACKET DEL CARO ESTINTO: CONTINUA NONOSTANTE LE NUMEROSE INCHIESTE DELLE PROCURE CAMPANE L’INDEGNA COMPRAVENDITA DEI MORTI. ECCO I VIDEO.
Nonostante da anni moltissime Procure della Repubblica della Regione Campania abbiano sgominato veri e propri cartelli monopolistici, composti da imprese da pompe funebri, operatori sanitari ed infermieri che dietro compenso di denaro indicavano ai parenti dei defunti, “l’impresa di pompe funebri” da contattare, con le video denunce, adesso l’Associazione sos racket ed usura dimostra che nulla è cambiato.
Il 23 febbraio 2012 volontari dell’Associazione sos racket ed usura si sono recati presso la struttura sanitaria del Policlinico ed esattamente nel complesso ospedaliero Federico II, fingendo di avere una persona che stava decedendo in rianimazione, che avremmo dovuto trasportare a Lodi. L’addetto necroforo della camera mortuaria dell’ospedale,mettendosi subito a nostra disposizione, telefona dal suo cellulare all’impresa di pompe funebri, di sua conoscenza, che ci raggiungerà poco dopo. Effettivamente dopo pochi minuti arriva un addetto dell’impresa di pompe funebri “Montuoro Raffaele” e all’interno dell’ufficio della camera mortuaria prendiamo accordi sul trasferimento della “salma”. Concordiamo alla presenza dell’addetto necroforo e dell’impresa di pompe funebri il prezzo di 6.400,00 € .
Una stretta di mano e l’affare è fatto.
Ecco il video che lo dimostra:
http://www.youtube.com/watch?v=2LUwVDWul1w&list=UUOlMcjf6kAqh4qU8sAsOM5w&index=1&feature=plcp
Il 24 febbraio 2012 i volontari dell’associazione sos racket e usura si recano presso l’ospedale Generale di Aversa, dove il centralinista e portinaio dell’ospedale, a cui chiediamo con lo stesso stratagemma di prima, fingendo di avere un parente che sta per morire nel reparto di rianimazione, chiediamo se ci può indicare una impresa di pompe funebri per trasportare il “morto” a Bergamo. Ovviamente lo squallido teatrino si ripete ed il solerte centralinista contatta dal suo cellulare l’impresa di pompe funebri di Ernesto Corvino, che dopo trenta minuti circa puntualmente arriva.
La trattativa con la impresa di pompe funebri anche in questo caso avviene alla presenza del centralinista dentro il suo ufficio all’interno dell’ospedale. Ci congediamo dopo che ci ha rilasciato il proprio numero di telefono cellulare.
Ecco il video che lo dimostra:
http://www.youtube.com/watch?v=KaDz2gMAOSs&list=UUOlMcjf6kAqh4qU8sAsOM5w&index=2&feature=plcp
L’Associazione sos racket ed usura chiede al procuratore Generale di Napoli dottor Angelo Pennasilico di aprire una inchiesta visti i reati da noi video denunciati. Chiediamo inoltre alle Direzioni Sanitarie dei due ospedali coinvolti di prendere immediatamente dei provvedimenti aprendo delle inchieste interne nei confronti sia dell’addetto necroforo sia del centralinista che ci hanno messo in contatto con le imprese di pompe funebri, dato che ciò è vietato dalla legge e palesemente illegale.
Non è la prima volta che l’Associazione sos racket ed usura dimostra con video denunce, che hanno portato ad aperture di inchieste penali dalle Procure della Repubblica di Milano, Trapani, Marsala, Palermo e ci auguriamo e siamo certi che anche a Napoli e ad Aversa ciò avverrà, poichè è prassi continuata e consolidata che attraverso infiermieri, operatori sanitari, centralinisti, portinai, c’è l’assoluta certezza che questi infedeli dipendenti mettano in contatto i parenti delle persone defunte indirizzandole ad imprese di onoranze funebri a loro amiche.
Tutta questa squallida ed indegna compravendita deve cessare, visto che questi sciacalli agiscono sfruttando il momento più doloroso dei parenti a cui è mancata la persona, e senza ritegno indirizzano verso queste imprese che dietro compenso di denaro ( come già provato dalla Procura di Milano) danno mance per ogni defunto segnalato.
L’Associazione sos racket e usura certa e fiduciosa nelle Procure di Napoli ed Aversa e nelle Direzioni Sanitarie degli ospedali coinvolti che apriranno delle inchieste, si mette sin da ora a disposizione per fornire tutto il materiale originale in nostro possesso e per rendere ulteriori dichiarazioni nel caso ci venisse richiesto.
Milano 3/03/2012
Frediano Manzi
Coordinatore Nazionale
Associazione sos racket ed usura
AMBULANZE PRIVATE GESTITE DA PREGIUDICATI,E FALSI INFERMIERI GESTISCONO IL TRASPORTO DEI DETENUTI DALLE CARCERI DI POGGIOREALE E SECONDIGLIANO ALL’OSPEDALE. ECCO LE PROVE
Già dal 1997 la Cooperativa Croce Ambrosiana sino al 2004 si è occupata del trasporto dei detenuti nelle case circondariali di Poggioreale e Secondigliano. L’allora titolare, Antonio Filogamo, fratello di Vittorio, per ben sette anni attraverso uno stratagemma tutt’ora messo in essere dalle varie ambulanze legate a vario titolo alla camorra, ha truffato centinaia di migliaia di euro al Ministero di Grazia e Giustizia. Qual’è lo stratagemma che hanno usato e che tutt’ora usano? Ve lo sveliamo per la prima volta.
Quando un ambulanza entra in un carcere, ovviamente, oltre a prendere i nominativi delle persone, le targhe delle ambulanze che si occuperanno del trasferimento del detenuto in una struttura ospedaliera, deve essere indicata la qualifica di tutti i componenti dell’ambulanza. Invece i vari titolari delle varie ambulanze private che hanno vinto gli appalti dal 94 ad oggi hanno fatto risultare infermieri chi invece era semplice volontario.
Motivo di questa truffa che è costata alcune decine di milioni di euro è che l’operatore viene dichiarato all’ingresso del carcere volontario il Ministero di Grazia e Giustizia rimborsa alla società di ambulanze che fa il trasporto 25 €, mentre se l’operatore dichiara di essere un infermiere il rimborso che si ottiene è di 100 €.
Con questo stratagemma le varie cooperative e società di ambulanze che si sono succedute nei vari ” appalti” che hanno gestito e tutt’ora gestiscono il trasporto dei detenuti viene quantificato in un danno di alcune decine di milioni di euro.
Dal 1997 al 2004 la Cooperativa Croce Ambrosiana che ha ” vinto l’appalto” per il trasporto dei detenuti nelle case circondariali di Poggioreale e Secondigliano, era gestita da Antonio Filogamo avente sede in via Orsolona n. 29/c, quartiere Santa Croce Napoli, Partita Iva 03125 2330635 .
Ma chi è Antonio Filogamo? Antonio Filogamo ha una condanna definitiva per abuso edilizio, abuso edilizio avvenuto per la costruzione della sede dell’autoparco delle sue ambulanze e degli uffici che ha fatto costruire. Ma nonostante questo ha operato per ben 7 anni trasportando detenuti e truffando il Ministero di Grazie e Giustizia.
Tra il 2004 e il 2005 la Cooperativa Croce Ambrosiana chiude.
Nella prima foto che si vede in questo articolo, pubblicata in esclusiva, con protocollo numero 14 del 16 febbraio 2010 per quattro anni la signora Rita Francesca Polverino che oltre ad essere titolare della Croce Azzurra, società di ambulanze privata, già utilizzata in passato da suo marito per entrare nel carcere di Poggioreale e di Secondigliano, è la moglie di Antonio Filogamo. Guarda caso la sede della Croce Azzurra tutt’ora risulta essere in via Orsolona n 29/c quartiere Santa Croce Napoli, quindi nella stessa sede del marito titolare della Cooperativa Ambrosiana Onlus, chiusa tra il 2004 e il 2005.
Rita Francesca Polverino è imparentata con il boss della camorra Polverino di Marano.
Inoltre “è fatto obbligo, come si legge nel primo documento ( prima foto) al titolare di riportare in maniera leggibile, indelebile e non asportabile all’interno dell’ambulanza, nonchè all’esterno, su entrambi le fiancate gli estremi delle autorizzazioni”.
Invece, succede che, oltre la maggior parte delle ambulanze di proprietà della croce azzurra che svolgono questo servizio, non sono assicurate e spostano di volta in volta le autorizzazioni da un’ambulanza all’altra.
Ma c’è di più. Siccome queste indegne figure, legate a vario titolo alla camorra, non solo non si accontentano di creare un danno di milioni di euro al Ministero di Grazia e Giustizia ma addirttura attraverso il documento ( vedi seconda foto pubblicata in esclusiva in questo artiolo) avvalendosi della legge 460/97 sono esentate dal pagamento del pedaggio autostradale. E quindi altre centinaia di migliaia di euro truffate ai danni dello Stato.
Croce Europ Napoli: codesta società di ambulanze private presta in esclusiva da oltre 20 anni servizio presso l’ospedale Fate bene Fratelli di Napoli di Via Manzoni. Il titolare della società è il figlio di Nicola Mirti, tale Gennaro Mirti, il padre fu vittima di lupara bianca, scomparso e mai trovato 25 anni in quanto chiedeva il pizzo al titolare della clinica Ermitage per conto del clan della camorra a cui apparteneva.
Come è possibile che l’ospedale Fate Bene Fratelli affidi da oltre 20 anni ed in maniera consecutiva senza indire una gara d’appalto alla stessa società di ambulanze? Come è possbile che le ambulanze in uso alla Europ Napoli circolino prive di autorizzazioni e che nessun ente controlli come Direzione Sanitaria, e chi concede loro le autorizzazioni?
Società privata di ambulanze San leonardo con sede a Acerra:
Anche questa società ha avuto appalti presso le case circondariali di Napoli e di Poggioreale, e che fino a 10 anni fa questa società di ambulanze era del pluripregiudicato Giuseppe Mirti, fratello di Nicola Mirti e zio di Gennaro Mirti, che all’inizio del 2003 la cedette per copertura.Tra il 2010 e il 2011 fu affidato ai servizi sociale dell’opera Don Guanella.
Ambulanze private della società Borrelly, ambulanze che tutt’ora prestano servizio al 118 con mezzi così obsoleti, che girano senza assicurazioni, ma a cui vengono sistematicamente rinnovate le licenze.
La cosa clamorosa di questa società di ambulanza è che gli stessi titolari sono titolari di una società di carri attrezzi e utilizzano i dipendenti di quest’ultima società come volontari sulle ambulanze spacciandoli per infermieri.
Fin qui la storia comprovata da documenti, che non sono solamente quelli cartacei che in esclusiva abbiamo pubblicato, ma possono essere semplicemente verificabili attraverso i controlli che verranno effettuati sicuramente dall’Autorità Giudiziaria, sui registri delle strutture penitenziarie di Poggioreale e Secondigliano dal 1997 ad oggi dove sono stati segnati i nomi, e cognomi, nonchè le qualifiche con cui si sono spacciati semplici volontari indicati invece come infermieri.
Come è sicuramente verificabile leggere sui registri di ingresso il numero di targa delle ambulanze entrate nelle carceri su indicate dal 97 sino ad oggi se erano autorizzate dalla Regione Campania, se avevano l’autorizzazione visibile e se erano in possesso dell’assicurazione per poter circolare.
Ovviamente l’Associazione so racket e usura si mette a disposizione dell’Autorità Giudiziaria con questa ulteriore clamorosa denuncia, ed annuncia un esposto che sarà depositato nella giornata di sabato 3 marzo 2012 indirizzata direttamente al Porcuratore Aggiunto Dottor Pennasilico corredata dalla testimonianza integrale pubblicata nella video denuncia de precedente articolo e dai documenti originali in ns possesso affinchè venga fatta piena luce su questa indegna vicenda al fine di individuare tutti coloro che a vario titolo hanno omesso i controlli concedendo e rinnovando le licenze a questa società di ambulanze private gestite da pluripregiudicati affiliati ai clan della camorra.
Rinnoviamo l’appello alle Direzioni Sanitarie degli ospedali su indicati ad aprire immediatamente inchieste interne per verificare i responsabili che hanno omesso i controlli e coperto istituzionalmente questi soggetti.
Milano 2 Marzo 2012
Frediano Manzi
Ccordinatore Nazionale
Associazione sos racket ed usura
LE AMBULANZE PRIVATE DI NAPOLI GESTITE DA PREGIUDICATI AFFILIATI AI CLAN DELLA CAMORRA.
REGIONE E COMUNE DI NAPOLI CONTINUANO A RINNOVARGLI LE LICENZE NONOSTANTE DALL’ OTTOBRE DEL 2010 SONO TUTTI SOTTO INCHIESTA DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA. DA ALLORA NULLA E’ CAMBIATO, ANZI I METODI MAFIOSI DELLA CAMORRA SPADRONEGGIANO IN TOTALE IMPUNITA’ MINACCIANDO CHIUNQUE PROVI A CONTRASTARLI.
I PARTE:
http://www.youtube.com/watch?v=6HntqrplU3E&list=UUOlMcjf6kAqh4qU8sAsOM5w&index=2&feature=plcp
II PARTE
http://www.youtube.com/watch?v=bpH4YHDGMtc&list=UUOlMcjf6kAqh4qU8sAsOM5w&index=2&feature=plcp
III PARTE
http://www.youtube.com/watch?v=NV_xL73PS5U&list=UUOlMcjf6kAqh4qU8sAsOM5w&index=1&feature=plcpE
IV PARTE
http://www.youtube.com/watch?v=h1xEkxnja0U
Questi clamorosi quattro video che l’Associazione sos racket e usura pubblica in esclusiva provengono da una testimonianza diretta di un operatore soccorritore pubblica assistenza addetto al servizio ambulanze e al 118 che svela per la prima volta come i clan della camorra, attraverso intimidazione e minacce, gestiscono in regime di monopolio tutti gli ospedali di Napoli.
Con la complicità di medici dei reparti di rianimazione, filtro, terapia intensiva, cardiologia e tutti quei reparti dove il rischio mortalità è elevatissimo, attraverso questo servizio di ambulanze private, si permette il trasporto dei pazienti in fin di vita presso le loro abitazioni, ovviamente tutto ciò è vietato dalla legge e di fatto è illegale. Read the rest of this entry














