LE AMBULANZE PRIVATE DI NAPOLI GESTITE DA PREGIUDICATI AFFILIATI AI CLAN DELLA CAMORRA.

REGIONE E COMUNE DI NAPOLI CONTINUANO A RINNOVARGLI LE LICENZE NONOSTANTE DALL’ OTTOBRE DEL 2010 SONO TUTTI SOTTO INCHIESTA DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA. DA ALLORA NULLA E’ CAMBIATO, ANZI I METODI MAFIOSI DELLA CAMORRA SPADRONEGGIANO IN TOTALE IMPUNITA’ MINACCIANDO CHIUNQUE PROVI A CONTRASTARLI.

I PARTE:

http://www.youtube.com/watch?v=6HntqrplU3E&list=UUOlMcjf6kAqh4qU8sAsOM5w&index=2&feature=plcp

II PARTE

http://www.youtube.com/watch?v=bpH4YHDGMtc&list=UUOlMcjf6kAqh4qU8sAsOM5w&index=2&feature=plcp

III PARTE

http://www.youtube.com/watch?v=NV_xL73PS5U&list=UUOlMcjf6kAqh4qU8sAsOM5w&index=1&feature=plcpE

IV PARTE

http://www.youtube.com/watch?v=h1xEkxnja0U

Questi clamorosi quattro video che l’Associazione sos racket e usura pubblica in esclusiva provengono da una testimonianza diretta di un operatore soccorritore pubblica assistenza addetto al servizio ambulanze e al 118 che svela per la prima volta come i clan della camorra, attraverso intimidazione e minacce, gestiscono in regime di monopolio tutti gli ospedali  di Napoli.

Con la complicità di medici dei reparti di rianimazione, filtro, terapia intensiva, cardiologia e tutti quei reparti dove il rischio mortalità è elevatissimo, attraverso questo servizio di ambulanze private, si permette il trasporto dei pazienti  in fin di vita presso le loro abitazioni, ovviamente tutto ciò è vietato dalla legge e di fatto è illegale. 

Portinai, guadie giurate ed infemrieri sono tutti complici in questo grave sistema di collusione che frutta ai clan della camorra milioni di euro all’anno. Con cifre che variano dai mille ai duemila euro vengono trasportati dall’ospedale alla propria abitazione nella città di Napoli,  attraverso i servizi di ambulanze private che ne hanno il monopolio come “Yellov Segers” , ” San Pio”, “San Luca”, ” Rg Ambulanze”, “Campania Soccorso” ed altre che si sono di fatto spartiti gli ospedali di “Pellegrini Vecchio”, “Pellegrini Nuovo”, ” CTO Colli Aminei”, “Ospedale Cardarelli”, ” Ospedale San Gennaro”, ” Ospedale di Giugliano Campania”, “Policlinico Complesso Ospedaliero Università Federico II”.

Ma non è tutto, questo servizio di ambulanze private è gestito dai clan della camorra come i “Lo Russo”, ” Cimmino”, “Gli Scissionisti”.

Ecco chi sono i titolari delle società di ambulanze private:

  • “Yellov Segers” : il volontario, ma di fatto gestisce la società, Luigi Annunziata detto “gigino”, con precedenti penali, insieme al servizio ambulanze San Luca, che ha tra i propri “volontari” tre noti pluripregiudicati. Questa società di ambulanze private opera esclusivamente all’Ospedale Pellegrini Vecchio, Pellegrini Nuovo e CTO Colli Aminei

  • “San Pio”: Presidente tale Nando, pluripregiudicato, ma di fatto gestito da Marco Salvati, barielliere, anche egli noto  pluripregiudicato, condannato a dieci anni di carcere perchè alcuni anni fa sono stati ritrovati all’interno di una ambulanza della “ex croce cangemi” , diventata ora “San Pio” 400 mila € in contanti, 20 rolex e fu incriminato per  tentata strage a una società concorrente quando gli incediarono il capannone della croce azzurra. Questo servizio di ambulanze è affiliato al clan Cimmino.  “Volontari” che prestano servizio su queste ambulanze sono tre pluripregiudicati come Vincenzo Di Benedetti, Massimo Orione e Carmine Carbone. San Pio insieme alla RG Ambulanze il cui titolare è Cambogi Roberto, che anche egli annovera tra i propri “volontari” un pluripregiudicato, si sono “spartiti ” l’ospedale San Gennaro del Rione Sanità e l’ospedale Cardarelli. Nello statuto della San Pio ovviamente oltre al pregiudicato Nando  risulta essere anche Daniel  Emanuel, che guarda caso risulta essere nello statuto della società di “Onoranze Funebri Reale”, che ha il monopolio della compravendita dei morti negli ospedali sopracitati.

  • “Campania Soccorso” : Presidente Gennaro Mirti, che gestisce in regime di monopolio l’ospedale di Giugliano Campania, affiliato al clan Lo Russo.  Venticinque anni fa suo fratello insieme ad altre due persone furono vittime di “lupara bianca”.

    Il fratello di Gennaro Mirti, insieme ad altre due persone chiedevano il pizzo al titolare della clinica privata “Ermitage”, per conto del clan camorrista Lo Russo, detto “O Capitone”. Quando fu ucciso il titolare della clinica, i tre esattori furono uccisi e tutt’ora non si è mai scoperto nè i mandanti nè gli esecutori.

 Le ambulanze private hanno dei permessi che vengono rinnovati in primis dalla Regione Campania in Via Doganella e poi dal Comune di Napoli.

La legge prevede che ovviamente non solo i titolari non devono avere precedenti penali, ma gli stessi volontari che sulle ambulanze private prestano servizio, devono avere la fedina penale immacolata. I requisiti che  i titolari delle società di ambulanze devono portare sono : il presidente deve esibire il certificato antimafia, il certificato ISO 9001 e nè i soci che compaiono nello statuto della società di ambulanze devono avere nè carichi pendenti nè precedenti penali. La sede dell’associazione deve avere per legge, una stanza adibita con armadio con farmaci di primo soccorso e l’idoneità allo scarico per merci pericolose. Inoltre per ogni ambulanza che opera della società devono esibire i nominativi di  20 infermieri anche essi senza avere nè precedenti penali nè carichi pendenti e per finire un medico deve dichiarare che l’associazione è idonea.  La società di ambulanze deve avere anche una centrale operativa con numero di telefono fisso, mentre invece usano per comunicare i propri numeri di telefono cellulare. Questo è quello che prevede la legge.

 A Napoli invece, tutte queste normi basilari vengono sistematicamente violate, falsificate e agirate. E quindi chiediamo come è possibile che nessuno verifichi i carichi pendenti, i precedenti penali ed i certificati antimafia che vengono presentati. Come è possbile che nessuno verifichi l’idoneità delle sede di queste fantomatiche associazioni di ambulanze private? Come è possibile che le Direzioni Sanitarie non si accorgano di quello che avviene quotidianamente da decenni nelle loro strutture? Intimidazioni e minacce, sono all’ordine del giorno, a chiunque tenti di contrastare questa pesantissima infiltrazione della camorra all’interno degli ospedali napoletani.  Questa video denuncia serve per documentare dalle parole di chi vive in prima persona e subisce intimidazioni, e per far si che vengano finalmente aperte una serie di inchieste da parte della Autorità Giudiziaria ed in particolar modo ci rivolgiamo al dottor Angelo Pennasilico, Procuratore Generale Aggiunto, presso la Procura della Repubblica di Napoli.

 Siamo certi che la Procura della Repubblica di Napoli aprirà una inchiesta su questa nostra video denuncia e l’Associazione sos racket e usura metterà a disposizione tutta la documentazione e la prorpia collaborazione come è nel suo stile all’Autorità Giudiziaria.

Chiediamo inoltre che le Direzioni Sanitarie degli ospedali coinvolti dove operano queste ambulanze gestite da pluripregiudicati e affiliate ai clan della camorra aprano anch’esse delle inchieste interne al fine di individuare tutti i responsabili che sino ad ora hanno permesso questo squallido, indegno ed incivile mercanteggiamento.

In ultimo ci rivolgiamo al Sindaco di Napoli Luigi De Magistris che attraverso l’Assessore alla Sanità mandi gli ispettori unitamente a quelli della Regione Campania affinchè possano verificare con i loro occhi quanto da noi ampiamente video denunciato, conosciuto, noto ad ogni livello politico ed istituzionale per far cessare questo indegno scandalo.

Milano, 27 Febbraio 2012

Frediano Manzi

Coordinatore Nazionale

Associazione sos racket e usura

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Pubblicato il febbraio 27, 2012 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Commenti disabilitati.

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